Dopamina e lavoro: come mantenere alta la nostra motivazione?

Dopamina e lavoro: come mantenere alta la nostra motivazione? - mmtraining.it

 

Che cosa ci guida? L’uomo è guidato dall’esigenza primaria di preservare la propria vita, ricercare ciò che lo fa stare bene e fuggire da ciò che lo fa soffrire. Il nostro cervello, ogniqualvolta sperimentiamo momenti di piacere, libera alcune sostanze che funzionano da rinforzo neurochimico a quello stesso stimolo, rimarcandolo.

La regina di queste sostanze è la dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto in tantissime funzioni del sistema nervoso centrale periferico. Quello per cui forse è più nota è il circuito della ricompensa.

 

La dopamina è la sostanza prodotta dall’organismo quando compiamo esperienze gratificanti, e il senso di benessere che ne deriva ci invoglia a ripeterle.

Quando parliamo di circuito della ricompensa parliamo di come funziona l’apprendimento umano. Apprendere dall’esperienza per noi così come gli animali, vuol dire rincorrere e ripetere quello che in noi produce sensazioni di gratificazione e benessere.

 

L’evoluzione ci ha dotato di questo meccanismo per spingerci a ripetere esperienze per noi gratificanti nella direzione del “meglio” per noi. In parole povere, quando compio delle azioni che sono utili per me, produco dopamina che mi fa “stare bene” e quindi mi verrà voglia di rifare quelle azioni.

Questo è alla base anche di molte dipendenze, ma forse si parla tanto di questo aspetto e meno di come usare proprio questo meccanismo naturale per rinforzare la motivazione, l’apprendimento e la gratificazione delle persone.

Pensiamo agli ambienti di tutti i giorni, dalla scuola al lavoro alla famiglia. Se io mi impegno faccio delle attività, mi do obiettivi e li raggiungo, provo piacere anche dal riconoscimento di questi miei sforzi, quindi produco dopamina che mi farà stare bene e mi farà venire voglia di continuare con quei comportamenti. Purtroppo viviamo in una fase storica che ci vede sempre sotto la pressione dello stress, e il fattore comune è il bisogno di gratificazione immediata, che vince su ogni possibile piacere differito (avevamo parlato di come ridurre e gestire lo stress in questo articolo).

L’apprendimento umano però ha bisogno di tempo, quindi si corre il rischio di non imparare più, di non sfidarci più ma di rimanere nel noto che ci dà quella dose di “dopamina” necessaria e sicura. Oppure di cercarla fuori da noi.

 

Può essere utile sapere che noi produciamo dopamina in tanti modi, non solo come ricompensa. Per esempio con l’attività fisica – basta una breve camminata – e anche ascoltare musica è un potente dopaminergico perché il benessere e la soddisfazione che il suo ascolto procura sono analoghi agli effetti di una buona mangiata. Ancora, la meditazione e lo yoga aumentano la circolazione di glucosio, elemento indispensabile per la produzione di dopamina. E mettere alla prova l’amicizia vera e una buona risata: sono potenti anti-stress e producono sensazioni di piacere e benessere.

 

Al contrario, quando gli indici di dopamina sono minimi e manca la motivazione si incorre in condizioni come la depressione, che portano a una sensazione di apatia in cui ogni sforzo è quasi impossibile e ogni speranza di progettare qualcosa è addirittura dolorosa. Attenzione però, anche l’esatto opposto non è salutare per la nostra salute! Esistono infatti persone abituate a cercare emozioni di continuo, che hanno una perseveranza quasi compulsiva che può sfociare in determinate dipendenze.

La dopamina è dunque uno strano elisir, un’arma a doppio taglio essenziale per mantenersi vivi ma che necessita di un costante controllo: un eccesso vi farebbe sempre essere in cerca di emozioni senza paura delle conseguenze, mentre un deficit di dopamina potrebbe rinchiudervi nella temuta depressione.

 

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Written by 

Biologa, formatrice e trainer per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva.

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